Vi racconto la trattativa con i canadesi di GIANNICOLA ROCCA*
Ho lungamente riflettuto sull'opportunità di trasmettere le mie impressioni e di testimoniare il mio contributo alla luce della sfumata trattativa che mi ha visto coinvolto quale advisor del gruppo di imprenditori canadesi guidati dal dottor Li Preti. Dal giorno della conferenza stampa di Toronto, con la quale si è annunciato la fine della trattativa, a oggi ho accuratamente evitato ogni commento circa l'esito della trattativa nonostante le numerose sollecitazioni. Ma nel tentativo di fare chiarezza, con il massimo rispetto nei confronti della squadra, della città, dei tifosi e delle istituzioni, credo sia doveroso da parte mia chiarire, senza entrare nel merito delle motivazioni, la genesi del rapporto con il gruppo di canadesi e di come sia nato l'interesse nei confronti del Cosenza Calcio, al fine di ribadire come non vi sia stato alcun tentativo di speculare sulla società o di ricercare una facile, gratuita e inutile forma di pubblicità. Nel mese di aprile, preoccupato per i risultati sportivi della squadra e consapevole della fragilità economico-finanziaria della società (i bilanci sono pubblici, basta saperli cercare e leggerseli) ho autonomamente iniziato a riflettere su un possibile piano di salvataggio della società spinto anche dalla latitanza degli imprenditori della città. Ho quindi pensato che in mancanza di imprenditori di Cosenza o della Calabria interessati a rilevare o a partecipare alla gestione della società, o più correttamente in presenza di un diffuso disinteresse degli imprenditori della città o della regione, potesse essere utile andare a cercare gli imprenditori di Cosenza nel mondo e far leva sul loro orgoglio di emigranti di successo. Ho pianificato un'attività di "fund rising", nel mio lavoro spesso mi capita di farlo, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, e nei paesi del Nord Europa, cioè in quei luoghi dove fosse consistente la presenza di figli della Calabria. Ho quindi deciso di iniziare la mia ricerca sfruttando le conoscenze personali e professionali e in tal senso ho interpellato il dottor Li Preti proponendogli il progetto e chiedendogli di effettuare una ricerca all'interno della sua città. Con un po' di fortuna ho centrato il bersaglio poiché lo stesso dottor Li Preti, oltre a essere uno stimato amministratore della città di Toronto è stato anche presidente di una Lega calcio in Canada oltre che di una squadra di calcio della sua città ed era quindi persona altamente qualificata oltre che profondo conoscitore del settore e degli imprenditori interessati al calcio. Dopo circa un mese di contatti a mezzo telefono e a mezzo posta elettronica, abbiamo organizzato un incontro con il sindaco di Cosenza dottoressa Eva Catizone, e certamente ho sfruttato la mia personale conoscenza con la stessa, con l'assessore ai Trasporti avvocato Cavalcanti e con il Capo di gabinetto dottor Di Donna, perchè il dottor Li Preti voleva essere sicuro che il progetto che gli avevo delineato potesse avere l'appoggio delle istituzioni della città. Il programmato incontro si è svolto il 15 maggio nella sede del Comune e in quella sede l'avvocato Cavalcanti si è assunto il compito di contattare l'avvocato Mazzotta, ancora non presidente della società, per sondare la volontà di cessione della proprietà nonostante che i miei personali rapporti con Luca Pagliuso mi avrebbero consentito di chiederglielo personalmente, ma abbiamo preferito utilizzare canali ufficiali che avrebbero rafforzato le nostre motivazioni. Nei giorni successivi più volte il dottor Li Preti mi ha chiesto quali fossero le mie impressioni riguardo all'esito dell'incontro con i vertici comunali a testimonianza del suo interesse e di come tenesse a cuore il progetto. In data 24 maggio ho letto sulla stampa un'intervista con la quale Luca Pagliuso affermava che forse si erano create le condizioni favorevoli a un cambio di gestione della società Cosenza Calcio e dichiarava la disponibilità della proprietà a valutare una ipotesi di cessione a un gruppo imprenditoriale che prendesse a cuore le sorti della squadra. A distanza di qualche giorno ho casualmente incontrato Luca in aeroporto di ritorno dalla finale di Champions League e gli ho parlato del progetto di cui lo stesso era già a conoscenza per essere stato informato dall'avvocato Cavalcanti per il tramite dall'avvocato Mazzotta, anche se non sapeva che fossi io l'advisor degli imprenditori canadesi. Quello che è successo dopo è a tutti noto, ma mi premeva ribadire che né io, né il dottor Li Preti, né gli altri imprenditori dallo stesso contattati abbiamo mai avuto un fine diverso dal porre in atto un tentativo di contribuire al rilancio del Cosenza Calcio, il fatto che la trattativa non sia andata in porto rientra nella logica della trattative aziendali, ma nessuno ha inteso giocare con i sentimenti della città e dei tifosi.
*Dottore commercialista
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