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La Soppressata di Calabria
E' la vera regina dei salumi calabresi. Nella sua realizzazione vi è tutta la tipicità della tradizione calabrese alla quale non appartiene la produzione del prosciutto, le cui carni vengono proprio impiegate nella Soppressata. La Soppressata è un salame insaccato e stagionato in budella di suino, preparato con carne proveniente dal prosciutto, dalla spalla e dal lardo dei maiali, con l’aggiunta di ingredienti aromatici naturali. La forma è assimilabile ad una figura cilindrica leggermente schiacciata della lunghezza di cm. 15 circa e del diametro di 6 cm. circa. Al taglio risulta di aspetto compatto tendente al morbido, con una colorazione rosso naturale o rosso vivace uniforme a seconda dell’uso degli ingredienti naturali (pepe nero in grani o pepe rosso, dolce o piccante). Il sapore può essere più o meno intenso (piccante), con sapidità equilibrata.
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Continua
in tutto l'hinterland cosentino la strage dei maiali. Come è a tutti noto il mese di Gennaio per la specie suina nostrana è un periodo
particolarmente nefasto, acuito dalla crisi mucca pazza, che ha ulteriormente incrementato il consumo di carne di maiale. E' tuttavia una sagra legata
alla tradizione contadina, sentita e partecipata più o meno attivamente. Ricordo brevemente le fasi dell'evento: per prima cosa l'uccisione del
maiale, la parte più cruenta e per certi versi crudele, prevede non l'uso della pistola ma del coltello, sapientemente affondato nella arteria
carotide del suino (risparmio i particolari più truculenti che però posso esplicitare su richiesta diretta). Dopo il maialicidio, c'è la fase della
pulitura, mediante la quale vengono asportati con coltelli di adeguato spessore e acqua calda tutti i peli del maiale, lasciando la cotenna liscia
come dopo una depilazione. Nella fase successiva l'animale viene ripulito dalle interiora, e diviso nelle due "menzine" viene fatto riposare
per un giorno. Al terzo giorno viene "spasciato", cioè vengono separati i vari tagli di carne, che serviranno per fare i salami di vario
genere e vengono eliminate le parti non utilizzabili. Il terzo giorno è
quello della famigerata "quadara", in quanto con tutta la carne che deriva dalle interiora, dalle parti più esterne ed esposte, dai residui
più o meno selezionati delle carni scelte ancora attaccati alle ossa degli arti, della schiena o delle coste (cosiddetti "mastruossi, cuorii e
costiceddre") si prepara una pentola di dimensioni bibliche alla quale si invitano tutti quelli che hanno lavorato, quelli con cui fa piacere
trovarsi a banchetto e gli auto invitati di turno. In genere quando ci si alza da tavola non ci si ricorda ne da dove veniamo ne tanto meno dove
dovremmo andare. Ancora non è finita: l'ultimo giorno la carne selezionata viene tritata, ammassata ed insaccata negli intestini, precedentemente
ripuliti, dello stesso maiale e così vengono prodotte salsicce e soppressate. Durante questo stesso giorno o nel seguente vengono confezionate le
pancette e i capicolli ed eventualmente, dove il clima è adatto, i prosciutti. Anche questa giornata si conclude con un banchetto ad inviti più
ristretti, il cui menù in breve è il seguente:
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Comuni interessati: parte del territorio dei comuni di Aprigliano, Cellara, Cosenza, Dipignano, Figline Vegliaturo, Mangone, Paterno Calabro, Pedace, Piane Crati e Pietrafitta, in provincia di Cosenza. Riconoscimento DOC e disciplinare di produzione: G.U. n. 225/1975 e G.U. n. 115/1997
Tipologie previste: DONNICI BIANCO Vitigni utilizzati: Montonico bianco 50%, Greco bianco e/o Malvasia bianca e/o Pecorello bianco massimo 30%, alti vitigni a bacca bianca della zona massimo 20% Gradazione alcolica minima totale: 11% Caratteristiche: colore bianco con riflessi gialli o verdolini; profumo fresco, vinoso, gradevole, caratteristico; sapore secco, pieno, armonico, talvolta fruttato Abbinamenti con i cibi: antipasti, piatti a base di pesce e di uova Temperatura di servizio consigliata: 10-12 °C DONNICI ROSATO Vitigni utilizzati: Gaglioppo 50%, Greco nero 10%, Malvasia bianca e/o Greco bianco e/o Pecorello bianco massimo 10%, altri vitigni a bacca bianca della zona massimo 10% e a bacca rossa massimo 20% Gradazione alcolica minima totale: 11% Caratteristiche: colore rosa più o meno intenso; profumo caratteristico, delicato; sapore fresco, armonico, gradevole, talvolta fragrante Abbinamenti con i cibi: salumi, primi, secondi di carne, verdure, formaggi freschi Temperatura di servizio consigliata: 12-14 °C DONNICI ROSSO Vitigni utilizzati: Gaglioppo 50%, Greco nero 10%, Malvasia bianca e/o Greco bianco e/o Pecorello bianco massimo 10%, altri vitigni a bacca bianca della zona massimo 10% e a bacca rossa massimo 20% Gradazione alcolica minima totale: 12% Caratteristiche: colore dal rosso rubino al cerasuolo; profumo vinoso, gradevole; sapore pieno, asciutto, armonico Denominazioni e qualificazioni particolari: "Riserva": con gradazione minima del 12% ed invecchiamento di 2 anni. Varianti derivanti da pratiche enologiche: "Novello" Abbinamenti con i cibi: secondi di carne, formaggi di pecora stagionati Temperatura di servizio consigliata: 18-20 °C
SCHEDA TECNICA DEL VINO Verbicaro Rosso DOC Verbicaro Istituito con decreto del 21/10/1995 Riportato su Gazzetta Ufficiale 21/11/1995, n° 272 Resa uva/ha 120q VITIGNI CON CUI E' CONSENTITO PRODURRE Verbicaro Rosso Vitigno Valore Minimo Valore Massimo Gaglioppo N. 60.0% 80.0% Greco Nero N. 60.0% 80.0% Greco Bianco B. 0.0% 20.0% Guarnaccia B. 0.0% 20.0% Malvasia Bianca B. 0.0% 20.0% Comuni interessati: parte del territorio dei comuni di Verbicaro, Grisolia, Orsomarso, Santa Domenica Talao e Santa Maria del Cedro, in provincia di Cosenza torna a Ciro' Rosso Classico Superiore Riserva DOC Ciro' Resa uva/ha 115q Comuni interessati: L'intero territorio dei comuni di Cirò e Cirò Marina e parte di quelli di Cutro, Melissa e Crucoli, in provincia di Crotone torna a |